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DOMODOSSOLA- 21-07-2025-- E i medievalisti muti… Le origini di Domodossola non sono medievali, ma romane. O probabilmente ancora prima, lepontiche.


Quello che è certo, da oggi, è che Domodossola esisteva già durante l’Impero romano. E non si tratta più di ipotesi: un ritrovamento archeologico straordinario, emerso nel cuore della città, lo conferma con evidenza materiale.

Durante i lavori di ristrutturazione del Teatro Galletti, nella centralissima Piazza Mercato, la ditta Dremar ha riportato alla luce i resti di quella che gli esperti della Soprintendenza identificano come una villa di epoca tardo-imperiale, databile tra il 200 e il 500 d.C. Un rinvenimento che cambia radicalmente la narrazione delle origini cittadine, finora spesso schiacciata tra la leggenda e la dimenticanza.

Per secoli si è sostenuto che Domodossola derivasse dall’antica Oscela Lepontiorum, capitale dei Leponzi, popolazione celtica che avrebbe dato il nome alla valle, poi trasformato in Ossola. Una teoria affascinante, che però negli ultimi anni è stata ridimensionata o del tutto messa in discussione da una corrente storiografica che propendeva per una fondazione esclusivamente medievale della città. A supporto di questa tesi, venivano relegati in nota – quasi con fastidio – alcuni ritrovamenti romani isolati, come una tomba scoperta durante scavi edilizi in centro città o frammenti occasionali in aree marginali della valle.

Ma ora, sotto il teatro, è riemersa una Domodossola romana. E non si tratta di semplici tracce. Sono stati trovati manufatti in cotto, come tegole e mattoni, che all’epoca non venivano prodotti in Ossola. La vera meraviglia, però, è una porzione di mosaico, che con ogni probabilità ornava il cortile centrale della villa: composto da tasselli di pietra, simili al marmo di Crevola, lavorati, pressati e compattati in uno strato terroso. Materiali raffinati, che dimostrano un contesto abitativo di prestigio, inserito in una rete di scambi e cultura di matrice romana.

Questo cambia tutto.

Non solo Domodossola esisteva nel periodo imperiale, ma ne faceva parte integrante, con strutture permanenti, abitazioni di pregio, tecniche costruttive avanzate. E se oggi sappiamo che nel Trecento, dopo una devastante piena del Bogna e un'incursione svizzera, la città fu distrutta e ricostruita usando solamente materiali locali – come la pietra – è proprio perché la memoria di quel passato romano era stata sepolta, dimenticata, forse anche rimossa.

Ora quella memoria riaffiora, con tutta la forza dei fatti.
Una scoperta epocale, che obbliga a rivedere la storia. Una riscrittura non solo scientifica, ma anche culturale e identitaria.

Da Oscela a Roma, passando per Domodossola: la vera storia è appena cominciata.