
VERBANIA - 28-05-2025 -- La prescrizione è responsabilità di Poste italiane e il risparmiatore ha diritto al rimborso delle somme perde oltre che degli interessi. È quanto ha stabilito il tribunale di Verbania nella causa civile promossa da un 86enne residente a Stresa che, dal 2023, cerca di incassare cedole e capitale di un buono fruttifero postale sottoscritto nel 2006 negli uffici di Stresa. Quando l’anziano – allora 69enne – si recò allo sportello per ritirare la somma che gli era stato suggerito di investire anni addietro, era certo che il denaro ci fosse poiché gli era stato prospettato un investimento di lungo termine. Per i 10.000 euro versati aveva sottoscritto quello che riteneva – e così sostiene gli sia stato spiegato – un buono fruttifero ventennale, che avrebbe maturato interessi sino al 2026. Lo volle incassare con ampio anticipo rispetto alla scadenza e fu allora che si accorse come, in realtà, fosse un buono a scadenza diciotto mesi con interessi più bassi rispetto a quelli che si aspettava. Ma, soprattutto, essendo trascorso troppo tempo dalla scadenza, il buono fruttifero era prescritto. In sostanza aveva perso capitale e interessi.
L’anziano s’è quindi rivolto alla sezione verbanese di Federconsumatori, che dapprima ha chiesto a Poste il rimborso e, comunque, la prova che al risparmiatore fosse spiegato il prodotto finanziario che aveva sottoscritto il quale, sulla cedola cartacea, non mostrava, né durata, né scadenza, rendendo quindi non conoscibile l’informazione. In mancanza di una risposta è partita una causa civile che, avviata nel 2023, s’è conclusa a inizio mese con una sentenza favorevole al risparmiatore, che s’è visto riconosciuti 15.000 euro.