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Don Yuriy Ivanyuta

NOVARA- 04-08-2022-- Tra i 33mila preti diocesani in Piemonte è Don Yuriy Ivanyuta (foto), guida della parrocchia degli ucraini delle province di Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, il riferimento spirituale e primo supporto per migliaia di profughi in fuga dalla guerra.

“Il sacerdote per svolgere il proprio compito ha bisogno di sostegno e supporto per vivere una vita decorosa - sottolinea il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni – Le offerte rappresentano il segno concreto dell’appartenenza ad una stessa comunità di fedeli e costituiscono un mezzo per sostenere concretamente tutti i sacerdoti”.

Come Don Yuriy Ivanyuta, originario di Skalat, provincia di Ternopil, nell’Ucraina occidentale, esercita il suo ministero nella Diocesi di Novara da due decenni. Da queste parti si è consolidata, nel corso degli anni, un'importante comunità ucraina, al punto che, nella chiesa secentesca di Santa Maria del Carmine, dal dicembre del 2021 è stata istituita la prima parrocchia per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia.  

“Nel 2015 sono stato cappellano militare in Donbass - spiega Don Yuriy Ivanyuta a Manuela  Borraccino nel filmato “La mia casa per chi fugge dalla guerra” che si può vedere al link https://www.unitineldono.it/le-storie/don-yuriy-la-mia-casa-per-chi-fugge-dalla-guerra/ - e già da allora mi sono convinto che tutte le guerre non partono dagli uomini ma dal male che si chiama Satana. Anche San Paolo dice che non dobbiamo combattere gli uomini ma gli spiriti malvagi e da questo occorre trarre forza e ispirazione”.

Il “fare”, in questi ultimi mesi, si è decisamente moltiplicato con l'emergere del conflitto. C'è stata l'emergenza iniziale, che ha visto la necessità di soddisfare tante esigenze primarie, mentre col passare dei mesi sono sorte esigenze differenti ad esempio aiuti di tipo psicologico. Novara non ha lesinato gli sforzi: è la seconda provincia per numero di famiglie ospitanti del Piemonte e la prima per numero di accoglienza. Considerando i dati aggiornati al 9 giugno scorso, nella Regione Piemonte sono state registrate 10.334 accoglienze, circa un quinto (2.650) si trovano in provincia di Novara.

Un grande impegno collettivo che passa anche dalla presenza della parrocchia di Santa Maria del Carmine. Anche il Don all'inizio della tragedia, ha ceduto la sua casa a tre giovani mamme e si è trasferito in parrocchia.

Una rete viva e attiva a partire dalla famiglia Torresan, proprietaria dell'hotel “Parmigianino”, che ha messo a disposizione la propria struttura per quattro mesi accogliendo più di 400 persone fuggite dalla guerra. Da segnalare anche l’iniziativa del campo estivo di Lumellogno che per 8 settimane ha consentito a 45 bambini profughi di accedere alle attività a disposizione, tra cui il grest.

A Novara la presenza ucraina è attestata da prima della guerra. Circa 3.636 gli ucraini residenti nel novarese, secondo gli ultimi dati Istat aggiornati al 2021, su un totale di poco più di 10mila in tutto il Piemonte. Numeri che fanno di Novara il primo centro regionale per la comunità ucraina, senza considerare i profughi. Le donne ucraine costituiscono la fetta più rilevante dell'immigrazione, nel centro piemontese sono il più del triplo degli uomini, perché riescono a trovare occupazione più facilmente nei servizi di cura alla persona. Una cura e un'attenzione che adesso mettono a disposizione di coloro che arrivano dal loro Paese devastato dalla guerra e in piena emergenza umanitaria.

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