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VERBANIA - 03-08-2022 -- Lei (Silvia Marchionini) l’andava ripetendo da mesi, da quando -con modalità simili ma esiti diversi- aveva provocato l’addio di Giovanni Battista Margaroli, spinto a dimettersi. Loro (il Pd), sollecitati e chiamati direttamente in causa, hanno temporeggiato, convinti che dalle parole non si sarebbe passati ai fatti.

La revoca dell’assessore ai Lavori pubblici Nicolò Scalfi, decisa lunedì ma resa pubblica ieri, pur se annunciata ha spiazzato il Partito democratico, anche per le modalità con le quali è avvenuta: un articolo sulla Stampa solo successivamente seguito da una comunicazione scritta, di cui abbiamo in larga parte dato conto.

In tanti hanno storto il naso e i malumori saranno sicuramente oggetto di discussione del direttivo del circolo dem verbanese, che si riunisce nella prima serata di oggi. Mentre l’assessore, contattato ieri e oggi, non risponde, la segretaria provinciale Alice De Ambrogi mantiene una posizione cauta. “Ragioneremo all'interno del partito nei prossimi giorni – dichiara –, non sono abituata a prendere decisioni da sola. C'è anche un circolo, una segreteria cittadina che dovrà prendersi il tempo di discutere al proprio interno, come giusto che sia”. Anche lei, però, ha saputo della revoca a cose fatte, dalla stampa. “”Sapevo di una situazione problematica della quale abbiamo provato a parlare. Il mio consiglio era stato quello di aprire un confronto franco e cercare di risolvere la situazione. Evidentemente così non è stato. Gli assessori del Pd a Verbania, Scalfi compreso, hanno sempre goduto del mio supporto e della mia stima”.

Ironico e provocatorio il commento di Verbania Futura. Il gruppo di Giandomenico Albertella aveva incalzato Scalfi sulla crisi, invitandolo a dimettersi prima di essere cacciato. Ora, sottolineando l’importanza di quell’assessorato “strategico per la città anche per i fondi del Pnrr”, chiede al centrosinistra di non utilizzare il rimpasto come trampolino per le Primarie 2024 di Massimo Bocci -papabile nuovo assessore- il cui ingresso renderebbe l’amministrazione un “partito famigliare”, dato che in giunta siede il cugino Roberto Brigatti, e i consiglieri delegati sono l’altro cugino Giovanni Brigatti e la moglie Alida Goffredi. Di “destabilizzazione” della macchina amministrativa e dei cittadini parla Mirella Cristina (Forza Italia); la Lega punta il dito contro Marchionini per aver creato, nella gestione delle opere pubbliche, una “maionese impazzita” nominando una “persona amministrativamente inadeguata”: “faccia autocritica”.

 


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