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Lampadine

NOVARESE- 25-01-2022-- Saranno le piccole e medie imprese a pagare il prezzo più caro secondo il commento di API Novara-VCO-Vercelli, Associazione piccola e media industrie, che esprime forte preoccupazione per il “caro bolletta”. Una situazione che rischia fermare i timidi segnali di ripresa post-lockdown.

“Dopo due anni di crisi economica per l’emergenza Covid, oggi occorre immediatamente tamponare la situazione dei rincari dell’energia con una politica energetica nazionale a reale supporto delle PMI” – commenta il Presidente dell’APIp Gianmario Mandrini.

“La piccola e media industria nel 2022 pagherà l’energia quattro volte in più rispetto alla grande industria e ci troviamo di fronte ad un aggravio del 100% rispetto al prezzo medio dell’elettricità nel 2019 e a fronte della condizione di grave tensione che insiste sul mercato energetico europeo è lecito attendersi alla fine del 2022 addirittura un incremento del 200% rispetto al 2019” - continua Mandrini -

“Si potrebbe prevedere una misura sull’esempio di quanto fatto in Francia, che promuova azioni di contenimento della percentuale di aumento delle tariffe o che, come in Germania, preveda forti agevolazioni fiscali e sarebbe anche opportuno avere una possibilità di rateizzazioni delle bollette”. Osserva il direttore generale API Paola Pansini. “Un’altra soluzione a medio termine potrebbe essere la riduzione della dipendenza energetica dall’estero – continua Mandrini – Insomma il prezzo dell’energia deve tornare ad essere collegato al costo di generazione e non restare in balia della speculazione dei mercati finanziari che non vanno certo a sostegno dell’economia reale, di cui hanno bisogno le PMI. Stiamo ritornando in un nuovo periodo di importante crisi economica e senza azioni forti da parte del nostro Governo a farne le spese saranno sempre e solo le piccole e medie industrie”.

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